Gli italiani scelgono ancora la tv per informarsi (e per viaggiare): ecco come si costruisce un itinerario per i programmi televisivi di viaggio
26 giugno 2026
Nel panorama mediatico contemporaneo, il modo di informarsi continua a cambiare rapidamente. Secondo il più recente Digital News Report del Reuters Institute, i social media e le piattaforme video stanno guadagnando spazio nella fruizione delle notizie, mentre i media tradizionali registrano un progressivo calo dell’attenzione del pubblico. Eppure, la televisione mantiene ancora un ruolo rilevante, soprattutto in Italia, dove il 51% delle persone la considera la principale fonte di informazione e approfondimento. La TV continua inoltre a rappresentare una presenza significativa nella vita quotidiana degli italiani, nonostante la crescita delle piattaforme digitali.
In questo scenario, alcune trasmissioni conservano una capacità unica: raccontare i territori attraverso gli occhi degli inviati, dando voce alle persone, alle tradizioni, ai paesaggi e alle produzioni che ne definiscono l’identità. Programmi dedicati ai viaggi, al turismo lento e all’enogastronomia riescono ancora oggi a costruire narrazioni autentiche, capaci di avvicinare il pubblico a destinazioni spesso lontane dai circuiti più conosciuti.
Dietro pochi minuti di servizio televisivo si nasconde però un lavoro complesso, fatto di preparazione, ricerca e coordinamento. Un’attività che coinvolge professionisti della comunicazione, enti locali, imprese, guide, associazioni e operatori del territorio.
È un processo che noi di Gheusis conosciamo bene. In qualità di ufficio stampa specializzato in food & wine e turismo enogastronomico, dopo l‘esperienza della Sardegna, abbiamo collaborato con la redazione Rai alla realizzazione di alcune puntate di Cammini d’Italia, la rubrica dedicata al turismo slow trasmessa all’interno di TG Italia Europa su Rai 2, oltre che a Si Viaggiare e TG Weekend.
Per queste produzioni, Gheusis ha costruito gli itinerari di 7 giorni di riprese e fornito supporto operativo nei territori veneti di Asolo, Possagno, Nervesa della Battaglia, Monte Grappa e in numerose altre destinazioni ricche di storia, cultura e tradizioni enogastronomiche.
Il lavoro di media relations in questi contesti richiede competenze specifiche. Significa individuare i protagonisti più adatti al racconto, mettere in contatto giornalisti e realtà locali, coordinare aziende, produttori e istituzioni, organizzare gli spostamenti, selezionare guide e accompagnatori, verificare tempi e disponibilità. Significa anche garantire assistenza costante all’inviato e alla redazione, anticipando necessità e possibili criticità.
La conoscenza approfondita del territorio rappresenta un elemento fondamentale. Ma non basta conoscere i luoghi: è necessario comprenderne le storie, le relazioni, le eccellenze e le persone che possono contribuire a costruire un racconto credibile e coerente con il taglio editoriale della trasmissione. Quando il servizio va in onda, il risultato è visibile a tutti. Meno evidente è il lavoro che lo ha reso possibile. Eppure, proprio questa attività di coordinamento e supporto contribuisce a trasformare una semplice visita in un contenuto capace di valorizzare un’intera destinazione.
Le immagini trasmesse raggiungono un pubblico ampio e contribuiscono a rafforzare la reputazione dei territori coinvolti. Ne beneficiano le imprese, gli operatori turistici, le amministrazioni e le comunità locali. Una visibilità che nasce dalla collaborazione tra soggetti diversi e da un lavoro condiviso di promozione e storytelling del territorio.
Tutte le puntate sui “Cammini Veneti: tra vino e storia” andate in onda su Rai2 sono visibili nel canale YouTube di Gheusis, a questo link