Benvenuto Brunello 2025: ecco cosa ci ha colpito
22 novembre 2025
Abbiamo seguito la conferenza di apertura di Benvenuto Brunello 2025, giunto alla 34ma edizione. Ecco i passaggi più interessanti secondo Gheusis
Come ogni anno da 34 anni, in questi giorni si è svolto “Benvenuto Brunello”, evento di presentazione dele nuove annate del Brunello di Montalcino e degli altri vini della denominazione. Ecco i messaggi che più si sono distinti, secondo Gheusis, nella conferenza di apertura.
- Il premio a Paola Minaccioni e alla Fondazione Una Nessuna Centomila – Il NO alla violenza sulle donne deve arrivare forte e chiaro da ogni palcoscenico, piattaforma, canale possibile. Solo così potrà conquistare la forza necessaria a farsi sentire. Noi di Gheusis non potremmo essere più d’accordo. Non solo perché siamo un team di sole donne ma perché ci schieriamo a favore dei diritti indispensabili per il vivere collettivo, con senso di rispetto ed altruismo.
- Enoturismo come moltiplicatore di valore – Tra i messaggi chiave della conferenza di apertura non poteva mancare un passaggio sull’enoturismo, che ha un effetto moltiplicatore sul vino. Il turismo legato al gusto (food&wine) è infatti – come abbiamo letto in diversi articoli pubblicati nelle ultime settimane – una leva strategica per controbilanciare le vendite di vino che a livello italiano e globale stanno affrontando una flessione, generata da diversi fattori. Il beneficio dell’enoturismo sulle cantine e sui territori circostanti è stato evidenziato anche durante l’evento di un altro Consorzio, Asolo Montello, evento che Gheusis ha seguito come ufficio stampa, PR e agenzia di comunicazione.
- Stati Uniti nonostante i dazi – Il presidente del Consorzio Giacomo Bartolommeo nel suo statement ha sottolineato che l’evento è l’occasione “per tracciare, insieme ai produttori, progetti di promozione ancora più incisivi nei nostri principali mercati di sbocco, a partire dagli Stati Uniti”. I dazi quindi non fanno paura all’export del Brunello di Montalcino, che proprio negli Stati Uniti ha da sempre una nutrita schiera di appassionati e consumatori fidelizzati.
- Ha ancora senso parlare di Made in Italy per il vino? – Brunello di Montalcino è, secondo l’omonimo Consorzio, “la principale denominazione portabandiera del Made in Italy enologico nel mondo”. Se, da una parte, alcune industrie (come ad esempio il fashion) mantengono il lustro del Made in Italy in alcuni casi solo per il nome dei brand (mentre l’operatività è delocalizzata oltre i confini nazionali, e spesso anche la proprietà delle aziende vendute a fondi stranieri o altro brand esteri), il vino – nonostante le partecipazioni di fondi esteri – è ancora profondamente espressione del Made in Italy. E, come tale, è una delle leve strategiche per la crescita e l’attrattività del Paese.
(foto credits: Benvenuto Brunello)