Oltre la fiera: Vinitaly 2026 secondo Gheusis
17 aprile 2026
Osservazioni e spunti dai nostri giorni a Vinitaly
Vinitaly 2026 lascia la sensazione di una fiera in piena trasformazione. Un format storico che oggi si interroga apertamente sulla propria efficacia. Quanto valore reale genera ancora lo stand rispetto all’investimento che richiede? La domanda, tra i padiglioni, è ricorrente e tutt’altro che teorica.
Accanto ai dubbi, però, si intravedono segnali di evoluzione interessanti. L’ingresso dell’enoturismo per la prima volta in maniera strutturata è un passaggio significativo. E racconta un settore sempre più orientato all’esperienza oltre il prodotto.
Al tempo stesso, non è passata inosservata una presenza più rarefatta. Diverse aziende importanti mancavano (per scelta) all’appello, così come una parte della stampa, internazionale e italiana. Un’assenza che ha cambiato il ritmo e la percezione della manifestazione.
Parallelamente, molte aziende hanno scelto strade alternative, costruendo eventi privati e format diffusi in città, più mirati e relazionali. Verona, da questo decentramento, ne ha comunque tratto beneficio: un’economia più distribuita, meno legata ai padiglioni e più all’intero tessuto urbano.
Il mio percepito personale è stato complessivamente positivo. Molta affluenza, tanti assaggi, e soprattutto il piacere di ritrovare – anche solo per pochi minuti – relazioni autentiche dal punto di vista umano, prima ancora che professionale. Proprio come piace a noi di Gheusis.
Silvia Baratta