Vinitaly 2026: le proposte di Gheusis
31 marzo 2026
Vinitaly si avvicina, e come ogni edizione il team Gheusis sarà a fianco dei clienti in diversi appuntamenti. Divisi per regione, di seguito le proposte e le attività che vedranno protagoniste aziende, Consorzi, cantine e realtà di cui Gheusis cura la comunicazione e l’ufficio stampa.
Sei un giornalista interessato ad incontrare alcune di queste realtà a Vinitaly? Scrivici a info@gheusis.com, ci vediamo a Vinitaly!
PIEMONTE
COGNO / Padiglione 10 – Stand P2
L’Azienda Agricola Cogno è il coronamento di una storia familiare lunga un secolo. Fondata nel 1990, la cantina di Novello interpreta i vini delle Langhe con un approccio senza compromessi, votato alla massima espressione del territorio. Il merito va alla lungimiranza di Elvio Cogno che, in tempi non sospetti, scelse di puntare tutto sul cru Ravera, elevandolo a punto di riferimento tra le attuali MeGA del Barolo. Un’eredità raccolta dalla figlia Nadia e dal marito Valter Fissore, che dai vigneti di proprietà danno vita a quattro diverse espressioni di Barolo da biotipi Lampia, Michet e Nebbiolo Rosé. Dai vigneti più giovani, con esposizione sud a 380 m slm, nasce il Barolo Docg “Cascina Nuova”, a Vinitaly con l’annata 2022. Freschezza e piacevolezza lo rendono un bere contemporaneo, perfetto per chi vuole avvicinarsi al mondo del Barolo.
FERRARIS / Padiglione 10 – Stand O3
Nel 1964 Don Giacomo Cauda ridisegna la storia moderna del Ruchè di Castagnole Monferrato piantando “La Vigna del Parroco”, primo Cru della denominazione valorizzata grazie a Luca Ferraris. Una storia moderna e straordinaria che, con Vigna del Parroco Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG 2024, celebra i 60 anni di questo vino proveniente da un vitigno autoctono e straordinario, poco conosciuto ma unico al mondo.
Clàsic Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG 2025, espressione massima di questo raro autoctono piemontese e vino simbolo dell’azienda Ferraris, festeggia a Vinitaly l’anniversario delle 25 vendemmie.
Opera Prima, fiore all’occhiello dell’azienda, sarà presente allo stand con l’annata 2022, millesimo di qualità straordinaria, che ha donato a questo vino potenza ed eleganza allo stesso tempo.
TOSCANA
CASTELLO DEL TERRICCIO / Evento Fuori Vinitaly
Sabato 11 aprile con orario aperto dalle 19 alle 22 Castello del Terriccio porta a Verona i propri vini in degustazione con annate nuove e passate: Lupicaia, Tassinaia e Castello del Terriccio saranno i protagonisti assoluti della serata. Per l’occasione Castello del Terriccio ha attivato una collaborazione con Seletti Store e la Galleria d’Arte contemporanea Peter Frey, spazi che ospiteranno la serata (via Rosa 4D e 6): il design eclettico di Seletti Store e la bellezza delle opere della Galleria Peter Frey faranno da palcoscenico eccezionale alla serata e ai vini, da gustare in una serata di racconto e condivisione.
CASTELLO DI MELETO / Padiglione 9 – Stand B1
A Vinitaly 2026 Castello di Meleto presenta le nuove annate delle sue Chianti Classico Gran Selezione, l’essenza dei CRU aziendali. Le Gran Selezioni Vigna Trebbio, Vigna Poggiarso e Vigna Casi, prendono il nome dal vigneto in cui nascono e rappresentano tre vini, tre colline, tre anime del Chianti Classico. Raffigurano le parcelle più identitarie, prodotte in quantità limitate e riconosciute per profondità e complessità, espressione del vertice qualitativo della produzione da uve Sangiovese dell’azienda.
Castello di Meleto è stato recentemente riconosciuto come Marchio Storico di Interesse Nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ed è entrato ufficialmente nel Registro speciale dei marchi storici. Questo riconoscimento premia la continuità, l’eccellenza e l’identità produttiva di realtà attive da oltre 50 anni. Castello di Meleto è tra le poche aziende vitivinicole italiane e tra i 13 marchi storici del settore food & wine in Toscana. Un traguardo importante che celebra storia, legame con il territorio e contributo alla cultura del vino italiano.
L’azienda ha sede a Gaiole in Chianti in un maniero del XIII secolo ancora perfettamente conservato, con camere, suite e appartamenti che sorgono all’interno del castello e in quelle che erano le case dei fattori. L’enoturismo è particolarmente sviluppato: oltre a visite in cantina ed esperienze in vigneto, il Parco delle Api che si estende per due ettari, è visitabile da studenti, ospiti e curiosi. Alla salvaguardia di questi insetti è legata anche l’operazione Nel Nome dell’Ape per l’adozione di arnie. Completa l’offerta una Big Bench con vista sui vigneti.
VENETO
BORTOLOMIOL / Padiglione 4 – Stand C5
Bortolomiol, da sempre un punto di riferimento nel panorama del Prosecco Superiore, ha sede a Valdobbiadene, nel cuore della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Fondata da Giuliano Bortolomiol nel 1949, anche se la tradizione di famiglia si tramanda dal 1760, oggi è guidata dalle sue figlie Maria Elena, Elvira, Giuliana e Luisa.
La novità del 2026 riguarda una proposta enoturistica singolare. Situata a Valdobbiadene (TV), nel cuore delle colline riconosciute Patrimonio Unesco, la Casa dell’Artista è stata per diversi anni un luogo destinato all’accoglienza di artisti internazionali impegnati nel progetto “Residenza d’Artista”. Oggi la famiglia Bortolomiol apre le sue porte a visitatori e turisti, per offrire un soggiorno unico e immersivo, all’insegna del connubio tra arte e vino. La residenza è un piccolo edificio restaurato con cura e attenzione, adiacente all’area del Parco della Filandetta Art and Wine Farm, frutto del progetto di recupero della più piccola delle quattro ex filande del paese, che in passato sono state luogo di lavoro di numerose donne. Il Parco ospita opere di land art ma anche eventi quali concerti, degustazioni, presentazioni di libri e mostre, oltre ad essere luogo pulsante del processo produttivo: proprio qui, infatti, si trova la cantina di vinificazione. Al suo interno si trovano inoltre un ettaro di vigneto biologico, da cui nasce lo Ius Naturae Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Biologico, un anfiteatro in pietra e una suggestiva e antica galleria di carpini, oltre alla sala di degustazione e al Wine Shop.
CASA PALADIN / Padiglione 4 – Stand E5
Dal 1962 Casa Paladin porta avanti la sua storia con passione e rispetto per la terra. “Fondiamo il nostro futuro su solide radici, quelle della nostra famiglia, del nostro territorio e della nostra cultura”. Con questa filosofia, il fondatore Valentino Paladin è riuscito a trasmettere ai figli, ora alla guida del gruppo, valori importanti come la passione, la lealtà e la dedizione al lavoro. In oltre sessant’anni di storia, Casa Paladin è cresciuta, superando i confini regionali, mettendo in gioco la propria visione familiare in altri territori dalla grande vocazione vitivinicola.
Castello Bonomi, lo scrigno della Franciacorta, presenterà a Vinitaly il Franciacorta Riserva Lucrezia Etichetta Bianca Extra Brut 2011. Frutto della migliore annata degli ultimi quindici anni, è una Riserva di pregio che per il millesimo 2011 conta un affinamento di oltre 120 mesi sui lieviti.
Altra novità sarà il lancio del Franciacorta CruPerdu Grande Annata 2019, la Cuvée che prende il nome da un vigneto perduto, ritrovato sulle pendici del Monte Orfano nel 1986, tra edere ed arbusti selvatici, da Luigi Bersini, Chef de Cave dell’azienda. L’annata 2019 entra a pieno titolo tra le grandi annate prodotte da Castello Bonomi, qui la scelta è stata quella di assecondarne le caratteristiche naturali, prolungando i tempi di affinamento e riducendo la quota di zucchero normalmente utilizzata per un Extra Brut distintivo.
Bosco del Merlo, l’azienda friulana del gruppo, in occasione di Vinitaly, presenterà in anteprima al pubblico il restyling di tutta la linea con una nuova immagine, fresca ma elegante. Protagonista in etichetta sarà il Merlo che prenderà vita per animare ogni singolo prodotto e raccontare una storia. Il Merlo, ispirato nella forma alle raffinate illustrazioni ottocentesche di Grandville, diventa il testimone personificato delle origini dell’azienda. Infatti, grazie alle carte topografiche dell’epoca (1000 d.C. circa), la famiglia Paladin è riuscita a risalire all’antica conformazione della zona d’origine, situata ai piedi delle Dolomiti Friulane, nel cuore di Sequals, un tempo ricoperta da rigogliose foreste di roveri abitate dalla fauna locale. Da questa memoria del paesaggio nasce la nuova identità visiva di Bosco del Merlo.
CONSORZIO TUTELA VINI ASOLO MONTELLO / Padiglione 8 – Stand F7
Un’area dove la tradizione vinicola si intreccia con l’arte e la cultura, dando vita a vini fortemente identitari, dal profilo ricercato ed elegante. È questo il territorio dove nascono l’Asolo Prosecco Superiore Docg e i vini Montello Docg e Montello Asolo Doc, tra i primi esempi in Italia di vini rossi da taglio bordolese oltre che vitigni autoctoni espressione del territorio come la Recantina e Bianchetta.
Da domenica a martedì alle 11.00 e alle 15.00 e mercoledì alle 11.00 si terranno degustazioni guidate alla scoperta delle denominazioni; da domenica a martedì, a partire dalle 12:00, l’Asolo Prosecco Superiore Dogc e i Rossi del Montello saranno abbinati ai piatti locali e al formaggio Piave DOP, grazie all’interpretazione degli chef del territorio.
Gli eventi in fiera saranno un’opportunità per scoprire la ricca identità di queste terre, in provincia di Treviso, caratterizzate da importanti testimonianze artistiche e storiche. Tra le più significative, l’area di Asolo ospita la splendida Villa di Maser, opera di Andrea Palladio, e il Museo Gypsoteca Antonio Canova, casa natale dello scultore. Il Montello è noto per l’Abbazia di Sant’Eustachio, dove nel Cinquecento Monsignor Della casa scrisse il Galateo, e per i Percorsi della Grande Guerra, itinerari della memoria che toccano alcuni luoghi simbolo della Prima Guerra Mondiale.
CONSORZIO TUTELA VINI COLLI EUGANEI (2 stand)
Padiglione 8 – Stand F5 – Fior D’Arancio DOCG
In occasione di Vinitaly 2026 il Consorzio Vini Colli Euganei dedica per la prima volta un intero stand al Fior d’Arancio, il raro vino DOCG che si ottiene nel territorio vulcanico euganeo con le uve del Moscato Giallo. Riconosciuto come denominazione a sé stante nel 2010, è prodotto in piccola quantità in tre versioni: secca, passita e spumante. Perfetto, nelle sue diverse tipologie, sia per gli amanti dei vini aromatici secchi, sia per chi preferisce i vini dolci, può essere abbinato ad un’ampia varietà di preparazioni. In particolare, è capace di esaltare i piatti a base di molluschi e crostacei, ma risulta un abbinamento ideale anche per i salumi, oltre che con i dolci. Durante tutti i giorni della fiera, infatti, si potrà assaggiare il Fior d’Arancio in abbinamento con il prosciutto crudo dello storico Prosciuttificio Vittorio Soranzo, attivo dal 1890, e con la fugàssa (un dolce popolare a base di polenta e uvetta passa), entrambi provenienti da Montagnana, città murata a ridosso dei Colli Euganei.
Martedì 14 aprile (ore 11:00) Andrea Gori, oste, wine expert e giornalista, presenterà allo stand il suo “Manuale di conversazione sui grandi vini dolci – Prima del dessert: nuove regole per la tavola moderna”. Durante l’evento, si parlerà di come queste referenze, tra cui anche il Fior D’Arancio, siano ideali anche e soprattutto per i momenti di aperitivo, oltre che con il dessert e verranno proposte al pubblico alcune sfiziosità in abbinamento.
Padiglione 5 – Stand E7 – Colli Euganei e Serprino DOC
Al Padiglione 5, il Consorzio Vini Colli Euganei presenta, in due aree tematiche separate, entrambe allo stand E7, il Serprino dei Colli Euganei e il Colli Euganei DOC.
Il Serprino dei Colli Euganei è l’unico vino autoctono a denominazione di origine controllata del Veneto specializzato nella tipologia frizzante. Ottenuto dall’uva omonima, costituisce una delle ricchezze della biodiversità dei Colli Euganei, tutelati come Parco Regionale e recentemente riconosciuti Riserva della Biosfera MAB UNESCO, e rappresenta una delle anime del savoir faire dei vignaioli locali, che nei secoli hanno perfezionato l’arte di produrre vini frizzanti fini e persistenti, versatili, caratterizzati da bollicine finissime. Un vino “vulcanico” e identitario, che sa essere trasversale a tutte le fasce dei consumatori per le sue note di mela, pera, pesca, che lo rendono ideale sia per l’aperitivo, sia per una cena primaverile o estiva.
Il Colli Euganei Doc è il vino rosso ottenuto dalle uve dei vitigni di origine bordolese, ossia il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc, il Carménère e il Merlot, che nel territorio degli Euganei hanno trovato un’acclimatazione perfetta fin dalla metà dell’Ottocento, offrendo referenze dal carattere spiccatamente territoriale, con i richiami mediterranei, favoriti dal microclima locale. Risale a fine 2025 la decisione dell’Assemblea dei Soci del Consorzio volta alla semplificazione del nome degli storici vini rossi da uve bordolesi che si chiameranno tutti semplicemente “Colli Euganei Doc”.
Per far conoscere la versatilità dei suoi vini, il Consorzio organizza ogni giorno presso lo stand di Vinitaly, dalla domenica al martedì, due momenti di degustazione:
- dalle ore 12.30 alle ore 14.30“Serprino& Tramezzino” con la proposta di tramezzini “d’autore” in abbinamento con il Serprino DOC
- dalle ore 16.30 alle ore 18.00“La Merenda dei Colli” con la proposta di pane e sopressa in abbinamento con il Colli Euganei DOC
LA TORDERA / Padiglione 8 – Stand I4
La Tordera si trova a Vidor, nel cuore del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, dove da più di un secolo la famiglia Vettoretti trasforma le uve dei 70 ettari vitati a conduzione diretta. Tra questi, lo storico vigneto centenario di proprietà, situato nel cuore del Cartizze, il cru della denominazione, dal quale deriva il nome. Qui nasce il Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG Brut, a Vinitaly con l’edizione Speciale “85 Vendemmie di Pietro”. Dedicato al patron Pietro Vettoretti in occasione dei suoi 86 anni, rappresenta un frammento di storia della cantina: un omaggio a Pietro e alle sue 85 vendemmie, che prende forma in un vino capace di raccontare il valore del tempo, della terra e della conoscenza tramandata. Un’edizione speciale pensata per essere vissuta e ricordata, dove eredità e memoria si trasformano in un’emozione da degustare, capace di lasciare un segno nel tempo.
LOREDAN GASPARINI / Padiglione 4 – Stand B5
Nel 1972 Giancarlo Palla raccoglie l’eredità del Conte Pietro Loredan, della famiglia che ha dato alla Repubblica di Venezia tre dogi e, con Loredan Gasparini apporta un nuovo impulso al territorio, contribuendo alla diffusione dei vini di Venegazzù nel mondo. A Vinitaly 2026 la novità sarà il Malbec, ottenuto dall’omonima uva che da oltre 70 anni viene coltivata e utilizzata come parte del Venegazzù. Oggi ne deriva una versione fresca e leggera, ricca di sentori di frutta rossa e con una delicata nota speziata. Non mancherà allo stand la nuova annata dell’iconico Capo di Stato, il rosso bordolese che ingannò De Gaulle.
L’azienda friulana Ronco Blanchis, di proprietà della famiglia Palla, presenterà il Collio – vino da uve 100% autoctone, un progetto pensato per esaltare la vocazione di questo splendido territorio alla produzione di grandi bianchi. Il nome Ronco Blanchis, toponimo della località di Mossa, richiama proprio questa vocazione, esaltata anche dal microclima che la caratterizza.
Accanto agli iconici Vermouth Bianco e Rosso, veri e propri pilastri della tradizione liquoristica italiana, Distilleria Negroni presenterà in fiera l’intera linea dedicata agli Aperitivi Vintage, simbolo dei mitici 60s-70s, gli anni simbolo della rinascita culturale e musicale. Inoltre, si potrà assaggiare anche il nuovo Basil Gin, il profumatissimo Gin al Basilico.
MEROTTO / Padiglione 6 – Stand B5
Gli anni di lavoro e dedizione al vino si leggono nelle mani, e quelle di Graziano Merotto raccontano molto più di una semplice storia: sono il segno di un percorso fatto di successi, difficoltà e cambiamenti, sempre guidato da un obiettivo chiaro, quello di produrre vini di altissima qualità. All’inizio, quel vino non era il Prosecco Superiore che oggi dà prestigio alle Colline riconosciute dall’UNESCO, ma un Metodo Classico da Pinot Nero in purezza. Una scelta audace, quasi visionaria, che nasceva come omaggio a un territorio capace di offrire moltissimo a chi sa interpretarlo con sensibilità e rispetto.
Oggi Graziano Merotto ha deciso di riallacciare un filo tra memoria e futuro. Nasce così il Metodo Classico Rosèlla, Pas Dosé da Pinot Nero in purezza, un omaggio alle radici, alle sfide e alla famiglia nonché un testimone di valore per le imprese coraggiose del territorio.
Allo stand sarà inoltre presentato in anteprima il Castè Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, che da quest’anno si arricchisce della dicitura “Rive di Col San Martino”, a sottolineare ancora di più il legame profondo con la specificità e l’eccellenza della zona di Col San Martino.
FRIULI
ZUANI / Padiglione 6 – Stand D6
Valorizzare il blend di Friulano, Pinot Grigio, Chardonnay e Sauvignon in una regione dove normalmente si producono le singole varietà in purezza. È questo l’impegno che Patrizia Felluga, fondatrice di Zuani e figlia di Marco, uno dei nomi che ha contribuito a creare il progetto Collio. Zuani produce solo vini bianchi del Collio – un impegno portato avanti con coraggio anche durante i due mandati da Presidente del Consorzio di Tutela del Collio. A Vinitaly presenterà le nuove annate 2025. Boutique winery che ha scelto di dedicarsi alla produzione di soli quattro vini bianchi, Zuani unisce all’attenzione per la viticoltura l’arte dell’accoglienza con Zuani Casa, dimora di charme circondata dai vigneti del Collio.
LOMBARDIA
I BARISEI / Palexpo – Stand A3
La capacità di sperimentare parte anche dall’artigianalità. È questa la filosofia de I Barisèi, azienda di Erbusco (BS) guidata da Gian Mario Bariselli. Poche bottiglie, una produzione sartoriale, che consente anche di rischiare e intraprendere scelte coraggiose, come la crio-macerazione al 100%, che dà vita al Franciacorta Riserva Francesco Battista Crio-Rosé 2012. Uscita sul mercato per la prima volta nel 2022 dopo 90 mesi di sosta sui lieviti, in occasione di Vinitaly 2026 questa Riserva speciale tornerà in edizione limitata con un affinamento di 130 mesi. La scelta di lasciare una piccola parte della produzione a evolversi ulteriormente nasce quasi per caso, osservando come alcune bottiglie rimaste in cantina mostrassero ancora un potenziale notevole. Da qui la decisione di non avere fretta e prolungare la permanenza sui lieviti altri 40 mesi. Non un semplice esercizio di stile, ma una convinzione maturata nel tempo: quando un vino evolve bene, è giusto concedergli tutto il tempo necessario.
PUGLIA
CANTINE PAOLOLEO / Padiglione 11 – Stand B5
Radici orgogliosamente salentine, Cantine Paololeo produce vino da cinque generazioni. Da sempre impegnata nella valorizzazione delle varietà tipiche, senza le quali, nelle parole del fondatore Paolo Leo <<non c’è identità>>, l’azienda investe anzitutto su Negroamaro e Primitivo, vitigni simbolo della Puglia, sin dalla sua fondazione. Accanto ai due “grandi” del territorio, tuttavia, la famiglia Leo guarda con attenzione altre varietà locali meno note come la Malvasia Nera, il cui carattere inconfondibile spinge l’enologo Nicola Leo a dedicarle ben due vini: MoraMora Malvasia Nera Salento IGP e RosaMora Malvasia Nera Rosato Salento IGP. Entrambi 100% Malvasia Nera, sono la declinazione contemporanea dei grandi classici della tradizione pugliese.
Paololeo raccoglie anche l’eredità della tradizione bianchista della Valle d’Itria con i vini del progetto Alture, da uve Minutolo, Bianco d’Alessandro e Verdeca. È proprio la Verdeca, vinificiata in blend con il Maresco a dare vita a Mormora, il primo Metodo Classico pugliese affinato in mare al largo di Porto Cesareo. Questo vino speciale sarà protagonista di una degustazione dedicata, che si terrà presso lo stand martedì 14 alle ore 15.00.
Nel luglio 2025 il progetto Paololeo si arricchisce con l’acquisizione di Candido, altra storica cantina di San Donaci fondata nel 1929.
SARDEGNA
VINITALY&THE CITY / I Sentieri del Carignano del Sulcis, 2 degustazioni
I Sentieri del Carignano del Sulcis, itinerario enogastronomico a piedi nella Sardegna Sud Occidentale, partecipano per la prima volta a Vinitaly & The City con 3 appuntamenti:
- Sabato 11 aprile, dalle 15:00 alle 16:30 presentazione progetto Sentieri del Carignano lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara | Palco Loggia di Fra Giocondo https://www.vinitaly.com/calendario/vinitaly-and-the-city/vinitaly-and-the-city-2026/sentieri-del-carignano-lungo-il-cammino-minerario-di-santa-barbara-sardegna/
- Sabato 11 aprile, 17:15-18:00 wine talk Carignano del Sulcis | Lounge Flover Cortile Mercato Vecchio https://www.vinitaly.com/calendario/vinitaly-and-the-city/vinitaly-and-the-city-2026/wine-talk-sardegna-carignano-del-sulcis-il-vino-da-terre-minerarie-e-mediterranee-fondazione-cammino-minerario-di-santa-barbara/
- Domenica 12 aprile, 18:15-19:00 wine talk Carignano del Sulcis a piede franco | Lounge Flover Cortile Mercato Vecchio https://www.vinitaly.com/calendario/vinitaly-and-the-city/vinitaly-and-the-city-2026/wine-talk-sardegna-santantioco-lisola-dellisola-il-carignano-del-sulcis-piu-preistorico-quello-a-piede-franco-fondazione-cammino-minerario-di-santa-barbara/
- Lunedì 13 aprile, 10:50 -11:20 conferenza di presentazione dei Sentieri del Carignano lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara presso lo stand Regione Sardegna, Pad. 8. https://www.vinitaly.com/calendario/vinitaly/vinitaly-2026/presentazione-progetto-sentieri-del-carignano/
APPUNTAMENTI SPECIALI
GRAZIANA GRASSINI
Tra i primi enologo donna in Italia, allieva di Giacomo Tachis, è un nome di fama internazionale che affianca all’attività di consulenza quella istituzionale di membro del Comitato Nazionale Vini e del Comitato Scientifico ONAV. È consulente di alcune delle più importanti e prestigiose cantine italiane.
IL VINO ITALIANO? HA BISOGNO DI CERTEZZE
Graziana Grassini dà la sua visione. In un momento globale difficile, il consumatore è disorientato da quel che succede attorno a lui e il vino può contribuire a dare “sicurezza” a patto che il messaggio sia chiaro.
Il vino fa male, il cambiamento climatico è un’emergenza, il vino è troppo caro.
Siamo circondati da messaggi negativi, che creano confusione nella nostra mente e in quella del consumatore. Questo si traduce in disorientamento e nella mancanza di sapere scegliere. Il consumatore non sa più cosa vuole e il mondo del vino non sa trasmettere certezze. La soluzione: scelte più decise, anche nella produzione. << Dal mio punto di vista non si può parlare di cambiamento di tendenze da parte del consumatore. Ogni volta che nella mia vita ho cambiato, è perché ne ho sentito l’esigenza ed ero sicura delle mie scelte. Oggi il consumatore non è sicuro, è disorientato, e non è capace di decidere>>.
Al tempo stesso è sempre più forte la volontà di rilassarsi, di trovare un momento piacevole. “Vogliamo un mondo del vino a colori” e per questo si tornerà a bere vini rossi. Rossi più leggeri, meno colorati, più eleganti e verticali, dove, se utilizzato, il legno arricchisce senza farlo sapere. Sarà anche il momento dei rosati, ma quelli con colore deciso, non rosa pallido e scarico, perché il colore dà forza e energia. In un momento in cui siamo sotto pressione rifuggiamo l’ambiguità e anche un vino, attraverso il suo carattere, può per un istante trasmettere il messaggio “ti aiuto io” senza ambiguità. Perché “nel calice devi vedere la luce del futuro”.
ONAV / Palaexpo Stand D9
ONAV, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, diffonde la cultura del vino e del bere consapevole, la valorizzazione del patrimonio enologico italiano e la formazione continua di appassionati e professionisti competenti. Con un ricco programma di eventi e iniziative, ONAV offre ai propri soci opportunità continue di formazione, aggiornamento metodologico e di esperienza d’assaggio. A Vinitaly 2026, si potranno assaggiare oltre 100 vini, tra cui anche i premiati dalla Guida Prosit, la Guida perenne dei vini d’Italia dell’Organizzazione.
VINO ITALIANO TRA MERCATI IN EVOLUZIONE E CAPITALI ESTERI: “Difendere identità e saper fare”
Dichiarazioni di Vito Intini, Presidente ONAV – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino
«Il settore vitivinicolo sta attraversando una fase di trasformazione profonda: cambiano i consumi, i mercati si spostano e lo scenario internazionale diventa sempre più complesso. In questo momento non possiamo limitarci ad attendere che le condizioni migliorino: è il momento che i leader del vino agiscano insieme, con una visione capace di rafforzare la fiducia attorno al vino e alla sua cultura.
Il vino italiano non è soltanto un prodotto economico: è il risultato di un’imprenditorialità costruita nel tempo da famiglie, territori e generazioni di produttori che hanno trasformato la terra in valore. Dentro ogni bottiglia c’è un patrimonio di saperi, esperienze e identità che rappresenta una parte importante della cultura del nostro Paese.
Oggi però questo modello si rapporta a dinamiche nuove. In molte aree vitivinicole si registra l’ingresso di fondi e capitali internazionali attratti da aziende con grandi asset e forte valore patrimoniale, ma spesso privi di quel patrimonio di conoscenze e di cultura del vino che ha reso grande l’enologia italiana. Il rischio, se questo processo non viene governato con consapevolezza, è quello di perdere progressivamente una parte significativa dell’identità imprenditoriale e culturale del vino italiano.
Per questo è fondamentale che il settore ritrovi una visione condivisa capace di difendere e allo stesso tempo far evolvere la propria identità. Anche la formazione ha un ruolo decisivo: ONAV vuole contribuire a rafforzare la cultura del vino e la consapevolezza di ciò che rappresenta. In questa direzione va anche la nuova proposta formativa per Master Sommelier di terzo livello, che mette al centro la dimensione culturale del vino prima ancora di quella tecnica, perché è dalla cultura che nasce la capacità di costruire il futuro del settore».